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Omaggio al padre PDF Stampa E-mail
Scritto da Admin   
di Salvatore Brancati

Sono Salvatore Brancati. Ho voluto aggiungere la mia voce “giovane “ a quelle “anziane” come doveroso omaggio a mio padre che non c’è più alla cui scuola appresi valori importanti quale la fede nella parola data, l’onesta intellettuale, il rifiuto di ogni compromesso.

Tutto questo anche attraverso la memoria del sacrificio di una giovinezza ardente e fiera: quella di suo fratello Antonio.
Mio padre lo ricordava con nostalgia indicibile.
Antonio era il primogenito di sei figli tutti maschi. Premuroso e responsabile, partecipava all’educazione dei fratelli minori legato profondamente ai genitori, aveva un alto senso della famiglia e della Patria. Era uno sportivo di razza: praticava il calcio, la pallacanestro e l’atletica leggera con buoni risultati.
Il compianto comandante Peppino Moltisanti lo descrive come “un caro ragazzo” perduto nella tragedia della II° guerra mondiale. Ispica sportiva riconoscente ha titolato in suo onore lo Stadio Comunale di via Statale. Oltre ad una Piazza.
Nel gennaio del 1942 fu richiamato alle armi, lasciati i suoi studi in medicina servì con animo sereno la Patria fino all’estremo sacrificio.
Antonio Brancati, uno dei martiri ispicesi della resistenza
Antonio Brancati, uno dei martiri ispicesi della resistenza
Il Magnifico Rettore dell’Università di Catania , in ricordo del suo martirio, in data 19 novembre del 1947 proclamò Antonio Brancati dottore in Medicina e Chirurgia e fece porre una lapide all’ingresso del Palazzo Universitario.
Antonio frequentava il corso allievi ufficiali quando l’armistizio dell’8 settembre lo colse in Toscana. Nello sbandamento generale non volle contaminare i suoi ideali di patria e di libertà con l’esercito nazi-fascista e scelse la dura vita dei partigiani aggregandosi alla gloriosa formazione “Monte Bottigli” operante nel Grossetano, consapevole dei rischi che lo attendevano.
Mio padre il 25 aprile di ogni anno nell’anniversario della liberazione parlava di suo fratello Antonio ai microfoni di Radio Gamma diretta allora dal compianto Quinto Bellisario molto seguita negli anni 70-80 quasi a farlo vivere con i suoi ventitrè anni ricchi di sogni e di speranze spenti da una sventagliata di mitra.
All’alba del 22 marzo tedeschi e fascisti durante un rastrellamento imponente catturarono parecchi partigiani.
Antonio assieme ad un altro partigiano di origine austriaca era riuscito a sfuggire alla cattura. Secondo attendibili testimonianze di persone del posto, ad Antonio Brancati fu fatto sapere che se si fosse consegnato ai  nazi-fascisti avrebbe salvato la vita ai suoi compagni. Generoso come sempre egli si fidò della promessa falsa e bugiarda.
Dopo un processo sommario i nazi-fascisti lo fucilarono insieme agli altri 10 giovani compagni tutti partigiani della formazione Monte Bottigli.
Prima di essere trucidato Antonio scrisse ai genitori una nobile lettera che rispecchia il suo intatto amore per la Patria e il suo alto spirito cristiano.

Carissimi genitori,
non so se mi sarà possibile potervi rivedere per la qualcosa vi scrivo questa lettera. Sono stato condannato a morte per  non essermi associato a coloro che vogliono distruggere completamente l’Italia.
“Vi giuro di non aver commesso alcuna colpa se non quella di aver voluto più bene di costoro all’Italia, nostra amabile e martoriata Patria.
“Voi potete dire questo sempre a voce alta, d’innanzi a tutti. Se muoio, muoio innocente.
“Vi prego di perdonarmi se qualche volta vi ho fatto arrabbiare, vi ho disobbedito; ero allora un ragazzo.
“Solo pregate per me il buon Dio.Non prendetevi parecchi pensieri.
“Fate del bene ai poveri per la salvezza della mia povera anima.
“Vi ringrazio per quanto avete fatto per me e per la mia educazione.
“Speriamo che il Dio vi dia la giusta ricompensa.
“Baciate per me tutti i fratelli: Felice, Costantino, Vincenzo, Luigi, Alberto e la mia cara fidanzata.
“Non affliggetevi e fatevi coraggio, ci sarà chi mi vendicherà.
“Ricompensate e ricordatevi, finchè vivrete, di quei Signori Matteini per il bene che mi hanno fatto, per l’amore di madre che hanno avuto nei riguardi.
“Io vi ho sempre pensato in tutti i momenti della giornata.
“Dispiacente tanto che non ci rivedremo su questa terra, ma ci rivedremo Lassù, in un luogo più bello, più giusto e più santo.
“ Ricordatevi sempre di me un forte bacione.   
     

                                                                              Antonio


  Sappiate che il vostro Antonio penserà sempre a voi anche dopo morto e vi guarderà dal cielo”.*

 

*Questa lettera è scritta su un foglio di quaderno trovato da Antonio lì nel posto dove i tedeschi avevano raccolto quegli eroi da fucilare: la scuola elementare del paese.


Oggi le spoglie di mio zio Antonio riposano nel cimitero di Ispica nella tomba di famiglia accanto ai miei nonni e a mio padre Felice.


Dal volume: Storia della mia Seconda Guerra Mondiale - 2004 - Edizione Comune di Ispica


 
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