L'impianto in tutto l'abitato fu inaugurato il 31/3/1929.
Le Bonifiche. In seguito a richiesta del Consiglio Comunale del 6/1/1927, il 24/6/1929, grazie all'intervento del Ministro dell’Economia E. Serpieri, il territorio ispicese venne classificato come "Comprensorio di Bonifica" di prima categoria, e nel 1936 fu realizzato il Canale del Genio Civile, per convogliare alla “Foce Vecchia”, dove anticamente sboccava il fiume Busaitone le acque dei pantani Gariffi e Margio. Fu fatto anche il Canale di S. Maria che faceva sboccare a S. Maria del Focallo i due pantani Bruno. Subito dopo la seconda guerra mondiale, fu creato il Consorzio di Bonifica che completò l’opera di prosciugamento con la costruzione del canale circondariale e del bacino artificiale, e inoltre dell’impianto di sollevamento delle acque basse. Per Pantano secco, essendo risultato inutile il lungo e costosissimo canale fino a mare, perché il pantano era sotto livello!, venne costruito nel 1956 un tunnel e canale in cemento armato che risolse il problema con lo smaltimento nei terreni vicini. Un altro grande canale a ovest del territorio é in progettazione (1988). Inoltre questo Consorzio ha provveduto e provvede alla costruzione di strade e impianti di irrigazione e all'elettrificazione rurale.
L'avvento del Fascismo. Dopo uno scontro violento a colpi di fucile avvenuto il 21/4/1921 fra membri della sezione locale del fascio di Piazza Regina Margherita ed elementi socialisti, il 30 ottobre 1922 i fascisti occuparono il Comune, imponendo con la forza le dimissioni degli amministratori e costituendo la nuova giunta il 4/11/1923 ci furono violenti contrasti nella sede della Società operaia e i fascisti fecero ricorso al manganello per imporre una nuova amministrazione.
Spaccaforno in Ispica. Nel 1934 il Podestà Dott. Dionisio Moltisanti, con l'avallo del prof. Gaetano Curcio, Preside dell'Università di Catania, chiedeva al governo, a nome della cittadinanza, il cambiamento del nome di Spaccaforno in Ispica. L'autorizzazione era concessa Con Regio Decreto 6/5/1935, pubblicato il 21 giugno successivo.
Gli eventi bellici. Intanto si succedevano i tristi eventi bellici. Nel 1935-36 c'è l'arruolamento per la guerra d'invasione dell'Etiopia. Anche a Ispica l'illusorio entusiasmo per la formazione dell'Impero saliva alle stelle. Nei luglio dello stesso anno, partono i cosiddetti "volontari" per la guerra di Spagna, molti dei quali spinti invero dalla fame e dalla disoccupazione. Nella battaglia di Benafer, in terra iberica, il 23/7/1938, combattendo eroicamente, mori il fante Lauretta Francesco, alla cui memoria venne assegnata la Medaglia d'Oro.
Nell'aprile 1939 l'Italia occupa l’Albania e il 10/6/1940 entra nella Seconda Guerra Mondiale. Soldati e ufficiali ispicesi vengono arruolati e partono per i vari fronti. Nella notte del 9-10 luglio 1943 aveva inizio l'Operazione "Hasky".
Mentre la sterminata flotta degli alleati occupava tutto il litorale e cominciava il bombardamento, venivano lanciati dalle fortezze volanti i paracadutisti della prima brigata aviotrasportata inglese e dell'82ª divisione americana. Alle 3,45 del 10, contingenti dell'8ª Armata Britannica, al comando del Generale Montgomery e della lª Divisione Canadese, preceduta da reparti di Commando, del Generale Leese, sbarcano nel litorale ispicese, avanzano verso il centro abitato e vi entrano dalla parte della “barriera”.
La resistenza dei pochi militari di stanza a Ispica fu facilmente superata, data l'enorme sproporzione in uomini e armamenti. Gli sbarramenti di filo spinato stesi lungo la spiaggia erano del tutto inadatti a fermare l'avanzata dei mezzi anfibi e dei cingolati, mentre le “
piazzole”, ancora oggi esistenti, costruite nel 1941-42, dai mastri locali sotto la direzione dell'lng. T. Col. R. Cataudella e supervisionate dallo Stato Maggiore dell'Esercito, con a Capo Umberto II, "stavano a guardare", vuote di cannoni e soldati! La popolazione, per lo più donne, vecchi e bambini, che si era rifugiata nelle grotte della Cava, stanca della guerra e della dittatura, accoglieva, prima con timore, poi con simpatia i soldati canadesi, scozzesi, inglesi e americani, che si mostravano affabili e generosi. Iniziava cosi, prima che nel resto d'Italia, il nuovo periodo storico. L'anno seguente 1944, due valorosi figli di Ispica,
Antonio Brancati e
Giorgio Figura donavano la loro giovane vita, combattendo per la libertà dell'Italia, la giustizia e la democrazia, nelle fila della Resistenza Partigiana.
Nell'ultima sua devota lettera ai genitori, il ventenne Antonio diceva di morire innocente, "per aver molto amato la nostra martoriata patria". Nel 1982, nel lato nord della Piazza Regina Margherita, è stato eretto un
monumento in bronzo alla Resistenza, rappresentante una donna con le mani alzate, opera dello scultore ispicese Salvo Monica.
Gli ultimi Quaranta Anni. Negli ultimi decenni, con l'avvento della repubblica democratica, c'è stato uno straordinario e continuo progresso economico e sociale. Dopo aver beneficiato, nell'immediato dopoguerra, degli aiuti americani, tanto utili negli anni della ricostruzione, nel 1950 fu varata la
Riforma agraria, che con l'assegnazione di consistenti appezzamenti di terreno, mirava in modo pacifico, a soddisfare le secolari e giuste richieste dei contadini, a ridurre le differenze fra ricchi e poveri e a favorire lo sviluppo dell'agricoltura.
Intanto nel campo pubblico, le iniziative delle varie amministrazioni che si sono succedute nel governo della città, l'interessamento degli uomini politici locali, l'intervento dello Stato, della nostra Regione a statuto speciale, della Cassa per il Mezzogiorno e poi anche della Comunità Economica Europea, l'azione efficace delle forze politiche e sindacali; e nel privato, l'operosità dei cittadini, i sacrifici e le rimesse consistenti degli emigrati al Nord e nei paesi europei, il lavoro assiduo e l'intraprendenza degli operatori economici, sono stati i fattori trainanti del rapido sviluppo e dell'elevazione generale del tenore di vita.
L'attività edilizia, malgrado qualche momento di crisi, è stata ed è continua, grazie anche al buon tracciato stradale e agli strumenti urbanistici i quartieri nuovi, con case moderne e spaziose, quasi sempre unifamiliari, hanno molto ampliato l’agglomerato urbano; anche i quartieri antichi, a differenza di altre città, pur nel rispetto dei centro storico, sono stati e vengono ricostruiti o restaurati, e le povere e antigieniche casette di un solo vano vanno scomparendo.
La fonte primaria dell'economia dei paese resta
l'agricoltura, che grazie al terreni dell’ampio bassopiano fertili e ricchi di acque, alla coltura a campo libero e in serra dei primaticci e della carota, allo sfruttamento delle abbondanti risorse idriche sotterranee, all'intraprendenza degli operatori agricoli, sostenuti dagli istituti di credito e dagli enti pubblici, ai notevoli progressi nei settore e all'ampliamento dei mercati, ha raggiunto ottimi livelli e alti redditi, ha fatto rientrare molti emigrati e offre buone possibilità occupazionali ai giovani. Numerose sono le aziende private che lavorano e commerciano i prodotti agricoli, mentre poco consistente è la cooperazione.
L'agricoltura, il commercio dei mobili e il turismo sono comunque i settori di maggior sviluppo di Ispica, che ha avuto il
titolo di città, con decreto del Presidente della Repubblica, dato a Roma il 12 ottobre 1987 e registrato alla Corte dei Conti 1'11/2/1988
Popolazione. Sull’andamento demografico di Ispica presentiamo i seguenti dati:
Anno
| 1570
| 1583
| 1600(ca)
| 1630
| 1653
| 1710
|
Popolazione
| 2460
| 2859
| 3392
| 3885
| 5454
| 10254
|
Anno
| 1714
| 1748
| 1760
| 1798
| 1819
| 1823
|
Popolazione
| 9732
| 9565
| 10550
| 8090
| 7691
| 7823
|
Anno
| 1831
| 1852
| 1861
| 1871
| 1881
| 1901
|
Popolazione
| 8465
| 8335
| 7359
| 8035
| 10134
| 10767
|
Anno
| 1911
| 1921
| 1931
| 1936
| 1940
| 1946
|
Popolazione
| 11605
| 13215
| 12099
| 11470
| 11849
| 12762
|
Anno
| 1951
| 1961
| 1971
| 1981
| 1988 (gen.)
|
Popolazione
| 13260
| 13206
| 12056
| 14240
| 14945
|
|
Da questi dati si rileva un costante aumento della popolazione fino al 1710 i numerosi morti dei terremoto dei 1693 furono compensati dal consistente afflusso di forestieri dai paesi vicini. Dopo una discreta flessione, si raggiunge la punta massima di 10550 nei 1760.
Segue quindi un forte regresso, anche se non costante, fino alla punta minima di 7539 nel 1861.
Le cause devono essere meglio indagate nei documenti d’archivio; a parte le pestilenze, invero non molto gravi e presenti in altri periodi, pare che abbia inciso fortemente la crisi economica e occupazionale legata agli eventi socio-politici del tempo.
Non consistente e comunque non rilevabile dai dati risulta il fenomeno migratorio nel periodo post-unitario, fine 1800 e primi del 1900. Negli anni 1921-1936 si ha invece un decremento sensibile dovuto all'aumento dei flusso migratorio e ai numerosi morti per malaria.
Non è invece calata la popolazione negli anni della seconda guerra mondiale, perché evidentemente i non pochi morti e dispersi, fra militari e civili, sono stati compensati dall'incremento delle nascite.
Per quanto riguarda gli ultimi decenni, c'è da rilevare che il saldo fra nati vivi e morti ha continuato ad essere positivo: solo nel 1987 abbiamo avuto un lieve calo delle nascite, 187 contro le 218 del 1988, mentre i morti sono stati 128. Non si è ancora verificato perciò il fenomeno della riduzione graduale delle nascite, già consistente nelle regioni dei centro-nord. L'allungamento della vita e il calo della mortalità hanno grosso modo gli stessi indici dei resto d'Italia.
Sensibile resta ancora il flusso migratorio. La differenza fra immigrati ed emigrati è stata costantemente negativa dai 1946 al 1972, con punte massime di emigrati nel 1964-67-71-72. Dal 1973, con la punta opposta di 914 immigrati, poi sensibilmente diminuiti, si è invece invertita la tendenza. Al 31 dicembre del 1987, risultavano 404 cittadini emigrati, mentre sono inclusi fra i residenti le 809 persone temporaneamente ai l'estero per ragioni di lavoro.
Di Melchiorre Trigilia dal libro “Storia e guida di Ispica” – So.Ge.Me Editore – luglio 1988