I più remoti insediamenti risalgono alla prima Età del Bronzo (XIX-XIV sec. a.C.) e probabilmente anche prima. Erano costituiti da villaggi con capanne circolari e necropoli con tombe a forno o a grotticella. Seguono quelli protostorici e tardo siculi (dal X al VI sec. a.C.), attestati da abitazioni in grotta, da alcune asce di rame e frammenti di ceramica rinvenuti di recente proprio alla "
Forza" di
Ispica.
La presenza greca, fra l'VIII e il VI sec. a.C. è provata da frammenti di vasi e specialmente dalla necropoli greca, comprendente una settantina di fosse, scoperta nel 1911 dal dott. I. Leontini in contrada "Albero dei Sospiri", con povera suppellettile in ceramica e una spada in ferro, che il grande archeologo P. Orsi giudicò “prettamente greca dei VII sec a.C. ", e "argomento non spregevole per l'identificazione della colonia di Siracusa, Casmene", con Ispica.
Ma oggi che Casmene è stata identificata con la città greca scoperta a Monte Casale, il sito si considera un avamposto greco-siracusano dello stesso periodo di Casmene e Camarina.
Vari rinvenimenti, fatti lungo la cava e negli altipiani contigui, risalgono
all'età classica ellenistica e romana.
La fede cristiana, secondo una tradizione attestata già nel 1600, sarebbe stata introdotta nei primo secolo dall'Apostolo Paolo. Numerosi sono nella zona le tombe e i sepolcreti cristiani del III e IV secolo, dei quali il più grande è la
catacomba detta di "S Marco".
Negli anni 363-65, il monaco siriano
S. Ilarione, provenendo dall'Egitto, prese dimora a
Cava d'Ispica. Per la sua vita santa e per i molti miracoli operati, narrati da S. Girolamo, ne fu tramandata la memoria e il culto. Il monachesimo ha lasciato significative testimonianze a Cava d'Ispica e dintorni, nelle grotte d'abitazione, nei santuarietti rupestri, nelle chiesette affrescate con figure di santi, che vanno dal IV sec
all’età bizantino-altomedievale.
Nella metà dell'800, dopo una strenua resistenza, il castello di Ispica fu conquistato dagli Arabi. Nei 1909, nella contrada di S Marco fu rinvenuto un tesoro di tarì, monete arabe-normanne della metà del 1100.
Di Melchiorre Trigilia dal libro “Storia e guida di Ispica” – So.Ge.Me Editore – luglio 1988